mercoledì 11 marzo 2009

"Un negozio può risvegliarti la libidine per cose di cui neanche immaginavi di aver bisogno"

“Avete presente quando incrociate un bel ragazzo che vi sorride e il cuore vi si scioglie come una noce di burro sul pane tostato caldo? Io mi sento così quando vedo un negozio. Solo che è meglio. Infatti, un uomo non ti amerà e né ti tratterà mai così bene come un negozio. Se un uomo ti sta stretto, non puoi cambiarlo entro sette giorni con uno splendido golf di cachemire. Un negozio ha sempre un buon profumo. Un negozio può risvegliarti la libidine per cose di cui neanche immaginavi di aver bisogno. E quando le tue mani afferrano quelle buste nuove e scintillanti…Oh sì! Oh sì!... Oh no! Ho speso novecento dollari...” (I love shopping)

I love shopping, film divertentissimo, ci ha fatto sognare di poter possedere tutti quei vestiti meravigliosi, quelle scarpe, quelle borse. Alla base di tutto però c’è un grave problema , che nel film viene affrontato ed è quello della SINDROME DA SHOPPING COMPULSIVO.
Non sembra una cosa seria, in realtà è una malattia vera e propria che si può classificare tra le nevrosi ossessive. Queste consistono nella continua lotta di un individuo con idee che lo assediano e che non riesce a scacciare. Insorgenza di pensieri futili, non voluti , che tuttavia si impongono e permangono nonostante gli sforzi dell’individuo per liberarsene. La dipendenza dagli acquisti è caratterizzata dall’impulso irrefrenabile e immediato all’acquisto. Una tensione, una spinta incontrollabile a comprare nonostante la compromissione della sfera finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica.
Questo disagio venne descritto per la prima volta all’inizio del secolo da Kraeplin (psichiatra tedesco, fu lui a dare inizio a una classificazione sistematica delle malattie mentali) come “mania di comprare”.
Il disturbo si differenzia dalle classiche dipendenze nel fatto che il soggetto non assume sostanze esterne che mettono a repentaglio la propria vita. Presenta infatti diversi aspetti che si possono ricondurre a disagi comportamentali già conosciuti:
1) La depressione: shopping usato come strumento per accrescere la propria autostima, sentirsi attraenti; associazione quindi di emozioni piacevoli, senso di potere e per risolvere uno stato d’animo di tristezza, frustrazione o rabbia.
2) Comportamento ossessivo-compulsivo e dipendenza.
Secondo il DR. L.Koram, della Standford University lo shopping si configura come un disturbo del comportamento quando si verificano queste condizioni:
il denaro investito per lo shopping è eccessivo rispetto alle proprie possibilità economiche;
gli acquisti si ripetono più volte in una settimana;
gli acquisti perdono la loro ragione d'essere: non importa che cosa si compri, se abiti , CD, profumi, lampade o prosciutti; ciò che conta è comprare, soddisfare un bisogno inderogabile e imprescindibile che spinge a entrare in un negozio e uscirne carichi di pacchi;
lo shopping risponde a un bisogno che non può essere soddisfatto, per cui il mancato acquisto crea pesanti crisi di ansia e frustrazione.
Sono molto affascinata dai disturbi psichici e proprio qualche giorno fa ho visto un programma che parlava di questo problema: delle ragazze che ne sono state affette raccontavano le loro giornate da shopper. Erano tutte molto giovani e una di loro in particolare aveva diciannove anni, un lavoretto serale, un affitto e delle bollette da pagare; in quattro mesi a furia di comprare nei grandi magazzini aveva accumulato un debito di 8.400 dollari. Davanti all’impossibilità di venirne fuori continuando a comprare tutto quel che vedeva ha deciso di farsi aiutare a pagare le bollette dal fidanzato come regalo di compleanno e iniziare a frequentare i compratori anonimi e uno psicologo per una terapia di recupero.
Riguardo alle strategie di cura ho letto che è necessario sottoporsi a una terapia psicanalitica e se necessario un sostegno farmacologico, quindi assunzione di farmaci ad azione serotoninergica (la serotonina è un neurotrasmettitore che trasporta segnali di inibizione comportamentale) e/o antidepressivi.
Primo passo: esaminare l’aspetto finanziario, evitare di andare in giro per negozi da soli, oppure: pagare in contanti piuttosto che con carta di credito per avere così un’idea più realistica della gestione del denaro; distruggere tutte le carte di credito tranne una per le emergenze; fare una lista per le cose da comprare e comprare solo ciò che è presente nella lista; guardare le vetrine solo dopo che i negozi hanno chiuso; se si va da parenti o amici posticipare le compere perché quando si va fuori città si è più facilmente propensi a spendere; fare una passeggiata o un esercizio quando si sente l’impulso a comprare.
Chiaramente queste strategie sono molto utili, se il paziente riesce a seguirle, per eliminare il sintomo ma è ovvio che con questo tipo di pazienti bisogna fare interventi più profondi che affrontino la causa reale del problema e non il solo aspetto superficiale.

venerdì 6 marzo 2009

"..Perchè sospirare donne, perchè sospirare, da tempo l'uomo non fa che ingannare, di questa o di quella infido amante a nulla rimane costante..."

Anzi più precisamente Shakespeare scrive "Dame gentili non più sospiri; tutti gli amanti sono incostanti; un piede in terra un altro in mare, non sospirate, fateli andare".

Ho un buon fiuto nel riconoscere le teste di cxxxo, il problema è che gli animali quando fiutano qualcosa di pericoloso se ne tengono alla larga…io ne sono attratta! Mi sento un po’ come in twilight, cavolo lei lo sa che lui è un vampiro, una parte di lui ha sete del suo sangue, se la tira, è sfuggente, misterioso, ha un carattere di merda, eppure non demorde. Invece di trovare un ragazzino a modo, di quelli tranquilli che le vuol bene senza farle saltare i nervi ogni 5 minuti e che non ha la tentazione di divorarla...lei no(!!) gli piace e se lo prende. Alla fine del film tutte noi daremmo qualsiasi cosa per avere un vampiro che ci ami in quel modo. Nella vita reale la cosa si traduce così: due si piacciono e uno dei due è risaputo, è una testa di cxxxo, l’altro attratto da questa cosa che rende la conquista ancora più complicata, in tono di sfida si dice che non mollerà..dopotutto io lo dico sempre, le cose è meglio viversele fino in fondo anche se poi si concludono in modo penoso. Mai rinunciare a provare delle sensazioni per paura, l’importante è sapere quando è il caso di lasciar perdere e rinunciare a qualcosa quando si trova a un livello più basso di ciò che ci meritiamo. Insomma morale della favola: la testa di cxxxo sembra quasi irriconoscibile e quando la vittima si illude che forse sotto quella faccia di culo c’è un essere umano TAH!!!! La testa di cxxxo agisce come il suo solito e spesso anche in modo subdolo. Adesso la povera preda, o ci casca con tutte le scarpe e viene presa per il culo da diritto e da rovescio, o lo sgama abbastanza in tempo e a questo punto si chiede come può fargliela pagare senza rischiare di andare in galera. Bene la prima cosa è porre fine alla cascata di caxxate che il predatore le propina facendogli notare che sa tutto e che non è imbecille quanto lui crede. Per come è andata la faccenda la testa di cxxxo questa volta ci ha fatto una gran figura di mxxxa trovando davanti a sé una personcina un goccino più sveglia di quanto pensava. Dopotutto se voleva rendersi conto che non era poi così facile prenderla per il culo beh lo poteva capire da tante cose.. ma si sa, gli idioti vedono solo quello che vogliono! La consolazione finale è che tutto questo giocare dà una soddisfazione momentanea che poi si risolve nel bisogno di fare altri casini per rendere interessanti le giornate in cui l’ignobile individuo si circonda di persone che in realtà non desidera, ma che sono solo il suo trofeo. La persona seria, è felice e consapevole di aver vissuto dei momenti che l’hanno emozionata, di avere un carattere abbastanza forte per far fronte a queste situazioni a testa alta, di aver fatto quello che poteva per arrivare al suo obiettivo, ma poco importa se alla fine si è trasformato in una delusione perché non è importante ciò che trovi alla fine della corsa ma ciò che provi mentre corri.

mercoledì 7 gennaio 2009

A Natale puoi...fare quello che non puoi fare mai...

Iniziamo con l'odiosa canzoncina del pandoro bauli, visto che la passano in televisione almeno 15 volte al giorno. Il Natale quest'anno mi ha saputo particolarmente di Natale: quello in cui le persone si riuniscono, mangiano un sacco, escono dai negozi con pacchetti e pacchettini, la città è piena di luci...
I giorni di festa li ho passati tutti a casa con i parenti. Sembrava di non ritrovarsi da un'infinità. Ho mangiato, ho giocato ai giochi di società perdendo tutti gli spioccioli, s'è passato un monte di tempo tra cuginetti (come ci chiamavano quando s'era piccini). Fino a qualche anno fa tutti noi ragazzi stavamo a casa giusto per i pranzi, le cene e poi uscivamo sollevati di sfuggire a un noioso pomeriggio in casa con gli adulti; altrimenti venivano invitati i rispettivi fidanzati, solo così noi eravamo felici. Stavolta è stato diverso, il 25 siamo stati tutti a casa e tutti single, nessuno aveva fissato di vedere amici e ci siamo buttati via dalle risate; così ci siamo accordati che tutte le sere successive che ci saremmo visti per queste feste, nessuno di noi sarebbe uscito ed è stata la cosa migliore in assoluto. Mi ha dato una strana sensazone stare così bene facendo delle cose che fino a qualche anno fa sarebbero state una tortura per tutti noi "giovini".
E tra le tante cazzate che sono volate nei discorsi tra cuggi e i giochini scemi che ci siamo inventati convinti di essere persone normali, Robbie ci ha mostrato alcune perle di You Tube. Ho deciso di risparmiarvele!

giovedì 4 dicembre 2008

LE REGOLE DEL LASCIARSI

1. Distruggere tutte le foto dove lui ha un'aria sexy e tu sembri felice;
2. Mentire. E' più facile che ammettere la realtà delle cose;
3. Finchè non si è emotivamente stabili non mettere piede nei negozi;
4. Non smettere di pensare a lui neanche per un momento perchè è proprio in quel momento che lui apparirà;
5. La più importante di tutte. Non conta chi ti ha spezzato il cuore o quanto ci vuole per guarire, non ce la farai mai senza le tue amiche.

(Sex And The City)